Le immagini nell’era digitale: visual content marketing

Le parole sono importanti – e lo abbiamo capito – ma l’immagine è tutto. O meglio: l’immaginazione è tutto.
Una foto attira l’attenzione perché bella, brutta, colorata, in bianco e nero, perfetta. Perché cattura, sorprende, sciocca, rilassa. Emoziona. L’occhio guarda e il nostro cervello parte subito, crea una storia prima di leggere titolo o spiegazione. L’immagine gioca con la nostra immaginazione. E comunica.

Se ci pensate, i primi contenuti utilizzati per comunicare sono state le immagini: gli uomini disegnavano nelle caverne graffiti e pittogrammi per rappresentare un evento e il messaggio veniva compreso in modo universale.  

Nell’era digitale si è passati da “Scrivere un buon testo” per un Blog (una o massimo due volte al mese), “Scegliere i giusti hashtag” su Twitter, che non prevedeva all’inizio nessun contenuto visual (due o tre volte al giorno) all’ “Elaborazione di milioni di immagini e video” da condividere su tutti i social network (ora, in questo instante).
Ci sono alcuni social network che vivono solo di immagini, le prediligono al testo, come Instagram e Pinterest, ma in genere, anche sugli altri social il numero di foto create e condivise quotidianamente è sempre più elevato.
Soprattutto con le ultime funzioni di “Stories”, simbolo di Snapchat, introdotte poi da Instagram, Facebook e Whatsapp, ogni giorno veniamo travolti da immagini e video che durano 24 ore… (a proposito, ricordatevi di salvarli se non volete perdere i vostri ricordi)!

Chi trova più il tempo di scegliere, sviluppare e incollare le foto in un bell’album di famiglia? Quell’album conservato nel cassetto e tirato fuori per ricordare l’infanzia, le prime vacanze o il primo giorno di scuola ha ormai fatto il suo tempo, è storia!

Oggi ci sono gli “album digitali” che raccontano la vita quotidiana, minuto per minuto, delle ultime 24 ore. Ogni azione è motivo di condivisione: quando si prepara un dolce… video, suoni, testo della ricetta, foto degli ingredienti, della preparazione, dell’assaggio e anche del piatto vuoto 🙂
Ma senza troppa nostalgia e senza troppi interrogativi, sappiamo che oggi nessun brand è immune da questo aspetto sociologico, nessuna azienda può di certo perdere questo treno, anzi deve salirci su e pianificare, vagone per vagone, un’attenta strategia di visual content marketing, in grado attirare il suo target e a spingerlo ad approfondire il contenuto testuale, che solitamente accompagna una comunicazione visiva.
Ed ecco qualche consiglio AGS!
Che si tratti di foto, video, un’infografica o una GIF occorre condividere immagini di qualità (vietato pubblicare immagini sgranate!); 
un contenuto quanto più è immediato e diretto tanto più viene compreso. I contenuti con un forte impatto emozionale riescono a riscuotere più successo ed essere “condivisi” più facilmente (e si sa, ai tempi dei social, quanta importanza ricopre l’engagement).
Adattate le immagini per misura, peso e risoluzione per ogni canale: sito, blog e social network hanno regole ben precise. Niente deve essere lasciato al caso: ogni contenuto deve essere studiato, analizzato e poi elaborato; last but not least, “coerenza” prima di tutto che, unita alla creatività, fa sempre la differenza!
In parole chiare, non occorre soltanto tempo da dedicare, ma soprattuto bisogna mettere in campo le competenze per sviluppare un visual content aziendale di qualità: la scelta più saggia è affidarsi ai professionisti del settore 🙂
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